RESIDENZE D’ARTISTA

La relazione tra l’uomo e il suo ambiente, da sempre al centro del concept di NATURE URBANE, ha dato vita, nell’anno 2020, ad un’esperienza di residenza d’artista in collaborazione l’Associazione Culturale ILINX. Il Comune di Varese ha infatti aderito al progetto HABITAT_Scenari Possibili, iniziativa nata nel 2014 nella zona della Martesana per portare le arti contemporanee nei luoghi pubblici, nei parchi, nelle piazze e lungo i corsi d’acqua.

La residenza ha coinvolto l’artista visuale Livia Paola Di Chiara che, per NATURE URBANE, ha realizzato un’opera d’arte pubblica site-specific, prodotta e installata all’interno del parco di Villa Baragiola. Per il periodo di permanenza dell’artista a Varese, si è voluto trasformare uno spazio “vuoto” in un luogo simbolico di incontro, di bellezza e di partecipazione; il lavoro, svolto all’aria aperta, ha coinvolto cittadini e visitatori, che hanno potuto assistere al processo di creazione dell’artista, offrire spunti e suggestioni e rendersi simbolicamente protagonisti dell’atto trasformativo.

ESSERI LIEVI, questo il nome dell’opera, rappresenta elementi che si sono lasciati trasportare dal vento per attecchire nel parco di Villa Baragiola. Sono semi di un tarassaco che, allontanatosi dalla pianta madre, hanno viaggiato nello spazio e nel tempo, propagando una visione del moto perpetuo del flusso vitale, pur nella loro natura effimera.
Alludono a un principio di speranza, in cui la vita continua imperterrita ad accadere. E rimandano anche a un gioco di dicotomie in cui contrapporre il movimento, a cui è tendenzialmente predisposto il mondo animale, all’adattamento a cui è incline il mondo vegetale.
Il progetto diffuso lascia percepire al visitatore la sensazione di essere sempre all’interno dell’opera.

Nel 2021 è continuata la collaborazione tra NATURE URBANE e HABITAT_Scenari Possibili. Il festival ha ospitato nuovamente l’artista Livia Paola Di Chiara per la realizzazione di ESSERI LIEVI 2021 all’interno del parco Mantegazza: un terzo seme di tarassaco ha valicato il confine del parco di Villa Baragiola e si è radicato su una parete scoscesa di parco Mantegazza, imitando l’estetica e il comportamento della pianta e adattandosi al luogo in cui si è collocato. L’azione di oltrepassare lo spazio chiuso e di dislocarsi in un altro ambiente pone l’osservatore davanti ad un’evidenza: i margini entro i quali siamo portati ad agire altro non sono che delimitazioni alle quali il resto degli esseri viventi non risponde poiché non le riconosce come tali.

Il pubblico ha nuovamente potuto assistere al processo di creazione dell’opera, che è oggi diventata patrimonio comune della città e ha lasciato sul territorio una nuova traccia in termini di forme sperimentali di fruizione dei luoghi e dei parchi pubblici.

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